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Le competenze del capitano Schettino

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Le competenze del capitano Schettino

Costa Concordia: una metofora per la formazione 

Guardo in televisione il Presidente di Costa Crociere Pierluigi Foschi spiegare, in lacrime, che le navi della sua Compagnia sono sicurissime e che l'incidente, avvenuto al largo dell'Isola del Giglio, e' frutto di un errore umano:

"Costa Concordia era stata ispezionata da Rina e Capitaneria di porto nel novembre 2011, il certificato di sicurezza della nave era stato rinnovato nel periodo 11-13 novembre. Dai controlli non era emersa nessuna osservazione sulla sicurezza della nave".

Anche fra i maggiori quotidiani a tiratura nazionale la tesi della responsabilita' del Capitano va per la maggiore.

La conclusione sembra quindi ovvia: le navi Costa sono sicure. E su questo non ci sono dubbi.

Una domanda però sorge spontanea: posto che il comandante si è reso colpevole di una grave negligenza (dalle registrazioni telefoniche apparse oggi sugli organi di stampa sembra sicuro l'abbandono della nave), la Compagnia ha responsabilità nella scelta di una risorsa dimostratasi così inadatta?

Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Gennaio 2012 06:02)

 

Risorse Senior e Motivazione

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Risorse Senior e Motivazione

Giacimenti di competenze disattivate

Chi di noi e' riuscito a non farsi coinvolgere, in qualche modo, nelle più classiche delle discussioni delle festività natalizie: " l'aumento selvaggio del prezzo del carburante per autotrazione", " La nuova riforma finanziaria e i sacrifici richiesti ai lavoratori"?

Qualcuno di noi le ha affrontate a tavola, fra amici, qualcun'altro in un break in ufficio, altri ancora ...in coda in autostrada....perchè, non si capisce come possa periodicamente ripetersi, così come accade per i miracoli, la moltiplicazione degli ingorghi autostradali nonostante le quotazioni al litro del carburante stia per raggiungere quelle di vini pregiati e' sempre attuale.

Ai classici sopra citati va aggiunto, aime', il tormentone sull'allungamento degli anni di contribuzione che ha visto sfumare, per molti, l'ambito traguardo di fine operatività ad un passo dal raggiungimento.

E chi di noi può biasimare chiunque, per motivi più o meno diretti, si schieri in uno dei tre grandi gruppi di discussione sopra citati?

Personalmente mi trovo nella situazione di potermi "iscrivere", in automatico, a tutti e tre i gruppi (iscriversi al gruppo oggi fa molto più tendenza che schierarsi perché ci fa sentire più attuali e più vicini ai social network che ci stanno sempre più fagocitando...) .

Ho un auto che si alimenta ancora con carburante convenzionale, mi hanno raddoppiato gli anni di attesa alla pensione sul finale ed il livello di tassazione diretta dimezza abbondantemente le mie entrate.

In mezzo a tutto questo, forse per deformazione professionale, o forse alla ricerca di una motivazione che possa farmi intravedere qualcosa di peggio di quello che ci colpisce direttamente, il mio pensiero si e' fermato al livello di " seniority " che le aziende si troveranno a dover gestire a breve.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Gennaio 2012 20:40)

 

E' tempo di gestione del tempo

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E' tempo di gestione del tempo

Rompere lo schema ed imporsi del tempo per gestire la vostra agenda quotidiana

Questo articolo è principalmente dedicato a tutti coloro che, dopo aver gettato le fondamenta del loro business, chiarito gli indirizzi strategici e definito valori, mission e vision, si apprestano ad affrontare l'aspetto più impegnativo della loro attività.....la conduzione di una normale giornata lavorativa.

Per molti anni ho vestito i panni di chi lascia la sua abitazione all'alba, per non passare la mattina nel traffico, ed inizia il suo viaggio solitario verso l'ufficio, immaginando le attività della nuova giornata che si appresta ad affrontare.

Poi, all'improvviso, messaggio sul Blackberry accompagnato dal classico bip..."arriverò più tardi in ufficio, devo correre dal cliente perché stiamo perdendo la nostra trattativa più importante a causa di un intervento della concorrenza " e, a questo punto, ogni immagine distesa sullo scorrimento della giornata prende un aspetto diverso.

Provi a richiamare il collega per maggiori dettagli e concordare un piano, ma la segreteria telefonica ha la meglio e ti invita ad arrenderti...allora ricorri al più rischioso dei metodi e lanci un sms con l'unica mano libera.

Nessuna risposta, intanto sei quasi entrato in ufficio e la tua assistente ti fa un cenno in codice " abbiamo un problema e abbiamo bisogno di te appena puoi..."

Ultimo aggiornamento (Domenica 06 Novembre 2011 13:31)

 

Steve Jobs e Adriano Olivetti: le visioni che cambiano il mondo

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Steve Jobs e Adriano Olivetti: le visioni che cambiano il mondo

Visione imprenditoriale per il raggiungimento degli obiettivi comuni

Nel giorno della morte del genio di Cupertino mi ritorna in mente un articolo che avevo letto riguardo al genio di Ivrea e di quella visione che, attorno al 1965, fece diventare l'Olivetti la prima azienda al mondo produttrice di un calcolatore da scrivania, l'antenato dei nostri personal computer.

Navigando su internet scopro quale fu l'idea da cui ebbe origine il Programma 101. Sembrerà strano ma la visione di Olivetti fu la seguente: "creare un prodotto con capacità di calcolo analoga a quella dei cervelli elettronici, semplice da usare , economico e di dimensioni ridotte rispetto ai grandi calcolatori". Un prodotto capace di entrare nel fare comune della gente e nel suo vivere quotidiano"

Il prodotto finale dell'Olivetti fu il Programma 101 il risultato di una miniaturizzazione di calcolatori di dimensioni ingestibili e dal peso di qualche decina di chili e la creazione di quello che da molti è definito, ancora oggi, il primo computer da scrivania del mondo.

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 07 Ottobre 2011 19:33)

 

Riduzione delle tasse o rispetto dei vincoli di bilancio?

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 Riduzione delle tasse o rispetto del Vincolo di Bilancio?

Una possibile convergenza tra Tremonti e Marcegaglia

 

In questi giorni si sta svolgendo un intenso e serrato dibattito su Fisco e Imprese.
Da un lato le pressioni delle Imprese che, per voce di Confindustria e della sua Presidente Emma Marcegaglia, chiedono a gran voce la riduzione della pressione fiscale; dall’altro il Ministro Tremonti che, dopo una prima risposta negativa, si è dimostrato disponibile a discutere sulla possibilità di un intervento correttivo delle imposte ma solo nel rispetto dei patti presi con l’Unione Europea in tema di riduzione del debito pubblico.

Le ragioni di Confindustria sono chiare: meno tasse per le imprese e per il lavoro vuol dire maggior risorse per gli investimenti e l’innovazione, driver fondamentale per la crescita e la produttività della imprese.

La posizione del Ministro Tremonti è altrettanto evidente: abbassare le tasse è importante ma senza correre il rischio di aumentare il debito pubblico.

Per comprendere meglio la portata del dibattito in corso è necessario analizzare nel dettaglio un po’ di cifre.

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 12 Settembre 2011 17:34)

 

Back to basic

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Back to Basic

Ritorno alle regole base del gioco del business

 

“Caspita, sono così avanti che quando mi guardo indietro vedo il mio futuro….”
Quante volte vi è successo di sentire o utilizzare questa frase?

Ebbene si’, siamo andati veramente avanti, con la tecnologia, con i mezzi di comunicazione, con l’eliminazione delle frontiere, con i modelli piu’ avanzati di CRM e con le metodolgie formative innovative e rivoluzionarie.
Abbiamo allenato le nuove generazioni di management ad un massimo allineamento, ad estrarre competenze sempre più sfidanti e sofisticate, abbiamo creato la generazione del cambiamento e lo abbiamo portato nelle aziende.

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 25 Maggio 2011 22:22)

 

Assise di Confindustria 2011: L'italia che vogliamo

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Assise di Confindustria 2011 : L'italia che vogliamo

Quale scenario dopo le Assise Generali di Confindustria a Bergamo?

Il cambiamento deve venire da noi” sono le parole del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a commento dell’ iniziativa che ha visto coinvolto quasi 6.000 imprenditori di tutta Italia in occasione delle Assise Generali 2011.

Il 7 maggio, infatti, gli imprenditori Italiani si sono trovati a Bergamo per discutere delle problematiche italiane sul fronte impresa e produttività.

L’eccezionalità dell’evento, che non si teneva dal 1992 (anno di grave crisi per i conti pubblici italiani e della finanziaria da 90.000 miliardi di lire a firma del governo Amato), è raffigurata dalla assoluta mancanza di qualsiasi esponente del Governo e delle Rappresentanze Sindacali.

Il messaggio voleva essere forte: in un momento di stallo della classe politica italiana gli imprenditori si ritrovano per dedicare del tempo a sé stessi  e per trovare le modalità migliori per uscire da una fase storica critica per l’imprenditoria italiana.

Anche le premesse sono eccezionali: “nessuna richiesta di aiuto al Governo”, “le soluzioni devono arrivare dagli imprenditori” affermano da più parti gli esponenti di Confindustria.

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 10 Maggio 2011 13:11)

 

L'abilità di rispondere

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L'abilità di rispondere

Necessità o virtù?

 

….ce l’ho, manca, ce l’ho, manca, ce l’ho, manca, ce l’ho, manca, ce l’ho, manca….

Quante volte vi capita di riordinare o riguardare la vostra raccolta di biglietti da visita?

Riguardarli lentamente cercando di legare ad ogni nome un volto e, se non avete allenato la vostra memoria , almeno collegare e ricordare un momento specifico del vostro passato professionale...

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 01 Maggio 2011 21:31)

 

Da Pareto a Sherden

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Da Pareto a Sherden

quel 30% di clienti che non fa la differenza sul risultato

Vittorio Pareto, noto economista di fine '800, studiando la composizione del territorio italiano osservò che il 20% della popolazione era proprietaria dell’80% dei  terreni e che di conseguenza la maggior parte della ricchezza era in mano a una minoranza della popolazione.

Di qui la più comunemente nota legge o principio dell' 80/20 che ha trovato applicazioni in numerosi campi della vita economica e non solo:

  • il 20% degli stati mondiali detiene l'80% delle risorse
  • il 20% dei clienti genera l'80% dei nostri profitti
  • l’80% del deficit sanitario è localizzato nel 20% di ASL sparse sul territorio italiano
  • l’80% dei visitatori di un sito internet visita il 20% delle sue pagine
  • il 20% del nostro tempo è dedicato per attività produttive mentre il restante 80% in attività improduttive o poco produttive

Se poi allarghiamo il campo alla gestione delle risorse è probabile che colui che è a capo di un team possa ritrovarsi nella condizione di affermare che l'80% dei risultati della sua organizzazione deriva dal 20% dei componenti.

Negli anni ’90 William A. Sherden ha fatto un passo ulteriore:

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 14 Aprile 2011 15:21)

 
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